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Nuove annate, note di degustazione

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Ieri c’è stata una degustazione fra di noi (Michele, Annalisa, Katrin e Jadranka) sulle nuove annate appena uscite o che stanno uscendo. L’insieme ci ha entusiasmato: le ultime annate sono state molto positive in termini climatici. Questo, unito all’età avanzata delle vigne e all’esperienza accumulata, ha originato vini di grande spessore ed interesse.

 

011Siamo partiti col più giovane L’Airone 2018, figlio di un’annata molto buona, anche se le viti hanno dovuto ancora recuperare dopo il 2017 così siccitoso (infatti c’è stato un ritardo nello sviluppo e nel momento della vendemmia non spiegabile altrimenti). Il colore è paglierino molto luminoso, come atteso dal Vermentino. I profumi sono molto piacevoli, ricordano molto aromi di frutti e fiori “dolci”, equilibrati e resi intriganti dalla nota amarognola (ma piacevolissima) di pompelmo (elemento varietale che contraddistingue questa varietà). Abbiamo sentito il pompelmo, frutti tropicali (mango, papaia, frutto della passione), pera, acacia, tiglio. In bocca è molto fresco, di buon corpo e abbastanza lungo.

Con questa annata abbiamo cambiato la bottiglia e, quindi, adattato l’etichetta. Lo abbiamo fatto per dare uniformità ai nostri vini: tutti i Bolgheri Rosso e Superiore sono nella bordolese, tutti gli altri nella forma borgognotta. Il risultato mi pare molto elegante.

Abbiamo assaggiato anche il Criseo Bolgheri DOC Bianco 2017 anche se è ancora in affinamento in bottiglia fino alla fine della primavera (più o meno) e c’è ancora in vendita il fantastico 2016. L’annata è stata siccitosa, con grossi cali produttivi anche se i vini sono usciti ben concentrati ma molto equilibrati. Si è lavorato molto in selezione per eliminare gli acini appassiti. Infatti il Criseo ha una bella freschezza che bilancia in modo perfetto il corpo pieno ed avvolgente, quasi “grasso”, e lunghissimo. Il colore è dorato chiaro. L’insieme degli aromi è incredibile. Abbiamo lasciato i bicchieri a lato, mentre poi assaggiavamo i rossi, tornando ad annusarli di tanto in tanto e … ogni volta uscivano profumi diversi. Abbiamo sentito via via aromi di frutta tropicale (ananas soprattutto), albicocca, frutta candita, marmellata d’arancia, miele, lievito, zafferano, ginestra, camomilla, note minerali (kerosene), cedro, foglie di limone… Chissà come cambierà ancora in questi ultimi mesi di bottiglia.

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Il primo rosso è il Bacco in Toscana 2017. In bocca è morbido, molto piacevole, con aromi dominati dal frutto (mirtillo, ribes e mora) e un che di pungente (pepe nero).

L’Antillo Bolgheri DOC Rosso 2017  ha una complessità maggiore, con più struttura e freschezza. Gli aromi ci hanno ricordato il ribes (a metà fra un frutto e con note leggermente vegetali), frutti di bosco vari, ma anche note intense di macchia mediterranea, in particolare di alloro e mirto.

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Il Rute Bolgheri DOC Rosso 2016 è quello che ci ha stupiti di più. È molto verticale, anche se abbastanza morbido e ben strutturato. La complessità aromatica qui cresce notevolmente, con basi di frutto dolce (soprattutto la fragola), accompagnata dalla freschezza della menta e note intense di liquirizia e di tabacco dolce.  Quest’anno ci sarà anche il formato Magnum (1,5 litri). Avrete notato anche il piccolo cambio nell’etichetta, che dà più enfasi al nome del vino.

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Il Jassarte 2015 è invece un crescendo senza fine. Il colore spicca sugli altri vini per l’intensità quasi tenebrosa (gli altri, date le varietà, stanno su un elegante rubino). Al naso non finisci più di sentire aromi che cambiano e si alternano: amarena, susina viola, la sua classica nota balsamica di eucaliptus, molta spezia (chiodi di garofano e cannella), alloro, rosmarino… Il corpo è molto pieno, elegante, con un tannino fresco e levigato. Il finale è lunghissimo.

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Infine l’Atis 2015, il nostro Bolgheri Superiore, ha avuto bisogno di più bottiglia del Jassarte ed infatti esce a breve (mentre il Jassarte è già in vendita da quasi un mesetto).  L’attesa però non è stata vana e ci riempie di soddisfazione. Come sempre ha un’anima molto diversa dal Jassarte, anche se ne condivide l’annata e sono “vicini di vigna”. Qui il colore è rubino intenso. Al naso è molto sfaccettato, con aromi sofisticati di frutti neri (mirtillo, mora), ribes, uva spina, foglia di pomodoro, liquirizia, anice, tabacco dolce e una nota come di “affumicato”. In bocca è di grandissimo carattere ed equilibrio, molto verticale, con tannino molto lungo ma non aggressivo. Il finale, anche qui, è molto lungo.

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Un vino così comunque non è fermo, è vivo ed evolverà ancora. Lo stesso è per gli altri vini, soprattutto anche per Criseo e Jassarte. Per questo non amo mettere la descrizione aromatica nelle schede tecniche (che trovate aggiornate nella sezione apposita del nostro sito web).

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