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Sulla nascita dell’ampelografia 4: la nascita come scienza
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Sulla nascita dell’ampelografia 3: Scienza e arte insieme per riconoscere le varietà coltivate

Uva Trifera. Gallesio, Giorgio. Pomona italiana ossia Trattato degli alberi fruttiferi. Tome 2. Pisa : Co' caratteri de' FF. Amoretti presso Niccolo Capurro, 1817-1839. (Rés 28479)

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L’Abate Rozier

eravamo rimasti alle grandi difficoltà, ma la scienza si costruisce a piccoli passi… In questo clima difficile, ma ricco di fermenti, si approda anche a dei risultati.

L’abate francese François Rozier (botanico, scienziato ed erudito in generale) a fine Settecento creò quella che è considerata la prima collezione ampelografica della storia. Realizzò infatti nella sua tenuta di Béziers (nell’Hérault), un vigneto dove aveva piantato molte delle varietà francesi per poterle studiare e per  “permettere ai contadini di riconoscere le varietà coltivate”.

Nascono opere sempre più ricche di descrizioni precise e particolareggiate, arricchite da rappresentazioni grafiche anche di valore artistico.

In Italia ricordiamo per primo Giorgio Gallesio, che nel 1817 scrisse un trattato (“Pomona Italiana“) in cui elenca e descrive 26 varietà di vite. Non lo fece in modo proprio scientifico, ma con splendide illustrazioni. Un’altra figura molto importante fu il conte Giuseppe di Ravasenda già citato, che nella sua proprietà della Bicocca di Verzuolo (Cuneo) sperimentò la coltivazione di oltre 3600 specie diverse di uve. Parte del suo lavoro fu pubblicato nel ”Saggio di una Ampelografia Universale” nel 1877 e fu figura di riferimento del progetto ministeriale ”Ampelografia Italiana”, edita fra il 1879 e il 1890.

Gallesio

Giorgio Gallesio

Ricordiamo specialmente (l’anche lui già citato) Girolamo Molon che non si fermava di fronte alle difficoltà e, con la sua opera (”Ampelografia –Descrizione delle migliori varietà di viti per uve da vino, uve da tavola, porta-innesti e produttori diretti”, pubblicata a Milano nel 1906) fu il primo a delineare un quadro abbastanza esaustivo. L’obiettivo principale della sua pubblicazione era quello di fornire una guida pratica per i viticoltori per la scelta delle varietà di vite da utilizzare per la ricostruzione dei vigneti dopo la crisi della fillossera. Molon, come più tardi farà anche Dalmasso, spinse molto per la ricostruzione di vigneti ideati in modo razionale e diede anche grande impulso alla nascita delle attività vivaistiche moderne.

Pomona Italiana

Da “Pomona Italiana” di Gallesio

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Vermentino

Ampelografia di Girolamo Molon

Ampelografia di Girolamo Molon

Il fermento ovviamente coinvolgeva tutta l’Europa. Ad esempio, a metà del secolo il grande agronomo francese Victor Pulliat (noto per il lavoro sulla fillossera) propose un primo modello di classificazione in base al momento di maturazione delle uve, usando come parametro di riferimento l’epoca di maturazione del vitigno Chasselas. Nel 1854 Victor Rendu pubblicò una fra le prime ampelografie francesi : “Ampélographie française comprenant la statistique, la description des meilleurs cépages, l’analyse chimique du sol, et les procédés de culture et de vinification des principaux vignobles de la France” (Ampelografia francese comprendente la statistica, la descrizione delle migliori varietà, l’analisi chimica del suolo e i metodi di coltivazione e di vinificazione dei principali vitigni di Francia). Ricordiamo inoltre la grande opera del tedesco Herrmann Goethe che, fra l’altro, nel 1873 pubblicò “ Atlas der für den Weinbau Deutschlands und Österreichs werthvollsten Traubensorten” (Atlante delle migliori varietà di vite in Germania e Austria) col fratello Rudolf.

Dal'Ampelografia di Victor Rendu, la varietà Poulsard

Dal’Ampelografia di Victor Rendu, la varietà Poulsard

L’opera considerata miliare di questo percorso è la monumentale “AmpèlographieTraitè gènèral de viticolture” di Pier Viala e Victor Vermorel. Pierre Vialà era docente di viticoltura a Parigi, mentre Victor Vermorel era un industriale, produttore di vino ed inventore di macchine agricole. In realtà l’opera fu compilata solo da Viala (con il supporto di 85 collaboratori). Vermorel ci mise il sostegno finanziario.  I due già si conoscevano: Vermorel aveva in passato già finanziato un avventuroso viaggio del giovane Viala in terra americana alla ricerca di viti (questa storia merita però un racconto tutto suo). L’opera è enorme. Fu pubblicata in 7 volumi tra il 1901 e il 1910.  Descrive 627 varietà di tutto il mondo, ognuna descritta con la sua storia, le caratteristiche di coltivazione e di produzione enologica, i sinonimi e curiosità varie. L’opera è illustrata da 500 tavole cromolitografiche realizzate da 4 artisti (J. TiTroncy, H. Gillet, H. M. Boisgontier, A. Kreyder). Oltre alle varietà descritte, ne elenca altre 25.000.

Pierre Viala

Pierre Viala

Opere più o meno monumentali di ampelografia sono state pubblicate anche in seguito. Ricordiamo “The Ampelografski atlas” (Atlante Ampelografico) di Zdenko Turković del 1953-1960, considerata un’opera letteraria ed artistica. Descrive le 60 varietà più importanti della Croazia, illustrate dall’artista Greta Turković (fra l’altro moglie dell’autore). Incredibile per la mole è l’ampelografia russa pubblicata fra il 1946 e il 1955 in 5 volumi, con oltre 2000 pagine, con foto in bianco e nero. ….(CONTINUA)

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Dall’Ampelografia di Viala – Vermorel

Immagini da:

http://www.pianteinviaggio.it/index.php/it/storie-verdi/item/475-giorgio-gallesio-i-frutti-di-una-vita.html

http://www.gazette-drouot.com/static/magazine_ventes_aux_encheres/coup_de_coeur_enchere/110411_invinoveritas.html

L’ampelografia: quando la storia della vite incontra l’arte della tipografia

Wikimedia Commons: Vermentino (Gallesio)

 

annalisa motta
annalisa motta
Biologa specializzata in biologia vegetale, da oltre vent’anni sono vignaiola a Guado al Melo, a Bolgheri (Toscana), con mio marito, dove produciamo vino territoriale ed artigianale, in modo sostenibile. Il vino per me è una passione trasversale: lo si capisce veramente solo mettendo insieme scienza, natura e cultura. In origin a plant biologist, from over 20 years I am a winemaker at Guado al Melo, in the Bolgheri DOC (Tuscany), with my husband, where we produce terroir-expressive and artisan wines, following a sustainable philosophy. Into the wine I have found all my different passions: in fact, we can understand it only by combining together science, nature and culture.

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