La famiglia Scienza

Michele Scienza ed io, Annalisa Motta, siamo la prima generazione ad aver fondato Guado al Melo, ma proveniamo da una grande tradizione famigliare di vignaioli.

I bisnonni di Michele erano vignaioli in Trentino, ad Avio, in Val Lagarina, fattori in una proprietà nobiliare. Il nonno Ezio riuscì ad acquistare la vigna e, con la moglie Giuseppina, fra gli anni ’50-’60, produceva uva per la cantina sociale e vino da vendere sfuso. Nel 1978, sotto la spinta del figlio Attilio e di sua moglie Caterina, iniziarono a imbottigliare. La piccola azienda, Vallarom, divenne in breve tempo un riferimento di qualità in Trentino.

Nel 1998, alla morte dei nonni, l’azienda era troppo piccola per permettere ad entrambi i nipoti interessati di proseguire l’attività. Da questa separazione è nata per noi l’opportunità di avviare un nuovo progetto personale di lavoro e di vita in Toscana, a poco meno di trent’anni. Qui sono nati i nostri figli: Giovanni nel 2001 e Federico nel 2007.

Il prof. Attilio Scienza: padre di Michele e figlio di vignaioli trentini, è uno stimato ex-docente universitario di viticoltura, a Milano, e noto esperto internazionale del settore. Ha seguito progetti di ricerca nel campo della fisiologia, tecniche agricole e genetica della vite. È autore di numerose pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, oltre che di libri, per i quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Ha collezionato quasi 15.000 libri sul vino e la sua biblioteca è il cuore della nostra cantina.

Michele Scienza: di formazione enologo e biologo, ha vissuto il mondo del vino fin dall’infanzia e il suo sogno era da sempre di essere un vignaiolo. Si è costruito esperienza e sensibilità enologica lavorando sia nell’azienda di famiglia che in altre realtà, prima di avviare Guado al Melo nel 1998-1999. Ha fatto la sua prima vendemmia come responsabile a vent’anni, nel 1990, e da allora non ha mai smesso.

Annalisa Motta: dopo il dottorato di ricerca in biologia vegetale ho cambiato rotta, approfondendo le conoscenze sul vino con un Master in Analisi Sensoriale e lavorando in alcuni laboratori enologici, fino a quando abbiamo avviato Guado al Melo. Negli anni mi sono anche appassionata allo studio degli aspetti storici e culturali del vino e ho realizzato il museo di Guado al Melo, col supporto di Attilio. Racconto storie sul vino nel blog di questo sito.


Storia di Guado al Melo

La storia viticola di questo podere risale almeno all’inizio dell’Ottocento. Nel 1820 entrò a far parte di una grande tenuta, Espinassi-Moratti, che ha lasciato una vasta documentazione. Il vino prodotto era venduto soprattutto a Pisa, in ambienti signorili, apprezzato perché “corposo e profumato”. Nel 1925 il vino vinse il primo premio all’Esposizione Vinicola di Roma. Nel secondo dopoguerra la tenuta in parte si sgretolò e il nostro podere passò ad un contadino locale che continuò a farci il vino. Solo il proprietario che venne prima di noi (’92-’98) non si occupò di viticoltura.

Nel 1998 abbiamo acquistato il podere. Il nostro legame con Bolgheri è nato grazie al padre di Michele, il professore di viticoltura Attilio Scienza. Collaborava con alcune aziende locali dalla fine degli anni ‘70. Aveva poi seguito i cambiamenti della Denominazione e coordinato gli studi di zonazione viticola. Oltre ad essersi innamorato del territorio, lo conosceva palmo a palmo. Quindi non scelse a caso, ma fu conquistato dalla bellezza e dalle grandi potenzialità viti-vinicole di questo podere e noi con lui.

Siccome nel tempo aveva cambiato diversi nomi, lo abbiamo chiamato Guado al Melo per sottolineare il legale col territorio, come da tradizione toscana. Guado al Melo è il nome antico della località, legato ad un guado sul torrente Fossa di Bolgheri. Questo corso d’acqua è importante per noi: circonda le nostre vigne e ad esso è dovuta la natura alluvionale dei nostri suoli.

Time-line

1998-1999

Acquistiamo il podere. Rifacimento delle vigne di Guado al Melo (Campo Grande, Campo Ferro, Campo Giardino, Campo Bianco, Campo Ulivi).

2001

Nasce il nostro primo figlio, Giovanni. Nasce la vigna Campo alla Badia.

2002

Prima vendemmia, per i vini Criseo (allora Guado al Melo Bianco) e Rute (allora Guado al Melo Rosso).

2003

Prima vendemmia dei vini Antillo, Atis (allora Guado al Melo Superiore) e Jassarte

2004-2005

Realizziamo la cantina definitiva, da un progetto di bio-architettura

2006

Prima vendemmia del vino Bacco in Toscana

2007

Nasce il nostro secondo figlio Federico

2008

Nasce la certificazione di vino sostenibile Magis.
Aderiamo alla nascente FIVI (Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti).

2010

Prima vendemmia del vino L'Airone Vermentino

2014

Nasce la vigna Campo Marino

2016

Guado al Melo è l'azienda Emergente dell'Anno per il Gambero Rosso.
Nasce la vigna Campo Pietrini

2022

Iniziamo la certificazione per lo standard unico nazionale di qualità sostenibile SQNPI

2023

Nasce la vigna Campo Lupinaio


Il territorio Bolgheri DOC

La Denominazione Bolgheri è una piccola e splendida realtà di poco più di mille ettari, conosciuta per la produzione di grandi vini rossi da invecchiamento e di bianchi eleganti.

Comprende il territorio del Comune di Castagneto Carducci, sulla Costa Toscana in provincia di Livorno. Prende il nome da una frazione del comune, Bolgheri, famosa per le liriche del grande poeta ottocentesco Giosuè Carducci.

Il clima è mediterraneo mite, marino, secco e ventoso. Si differenzia dal resto della costa per le temperature mediamente più fresche e suoli unici. La parte che sta fra la via Aurelia ed il mare è invece esclusa dalla DOC.

I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardâr.

– Giosuè Carducci, Davanti a San Guido

Il vino ha accompagnato la storia di questo territorio da sempre, dai primi raccoglitori di uva selvatica nei boschi allo sviluppo della civiltà Etrusca, primi viticultori in Italia.

In origine le uniche zone abitate erano le colline, perché la parte verso il mare era paludosa: questa è l’Alta Maremma toscana. La bonifica, iniziata dagli Etruschi, fu ampliata in epoca Romana. In questo periodo sono documentate numerose “villae”, aziende agricole che producevano vino e olio d’oliva nell’area pedecollinare e di pianura intorno alla via Aurelia.

Con la decadenza dell’Impero, l’abbandono del territorio riportò gli acquitrini costieri. La popolazione tornò sulle colline, dove nacquero nell’Alto Medioevo i villaggi di Castagneto e Bolgheri, circondati da vigne, ulivete e orti.

Alla fine del Settecento iniziò la bonifica definitiva del territorio, con un notevole incremento dell’agricoltura, che si concentrò particolarmente sul vino. La bonifica ha spinto nel tempo sempre più all’abbandono delle colline, in passato molto più antropizzate di oggi.

Dagli anni ’20 del ‘900 iniziò un declino della viticoltura a causa della fillossera, con la crescita dell’olivo e altre colture. L’espansione ricominciò nel secondo dopoguerra. Nel 1983 nacque la prima DOC Bolgheri, col Bolgheri Bianco e il Bolgheri Rosato.

Intanto, cresceva sempre più la grande espressione dei grandi vini rossi d’affinamento. Nel 1994 si decise quindi la revisione del Disciplinare, con l’estensione della tutela al Bolgheri Rosso e Bolgheri Superiore. Fra il 1993 e il 2004 sono stati condotti gli studi di zonazione viticola del territorio, coordinati dal prof. Attilio Scienza.

Il territorio

Il territorio della Bolgheri è sulla costa toscana, con le vigne a pochi Km dal mare. Ha un clima mediterraneo mite, molto ventoso. Si differenzia da tutti gli altri territori viticoli della costa toscana per le temperature mediamente più fresche . Al suo interno si distinguono diverse aree, principalmente così suddivise:

  1. Area collinare e pedo-collinare: suoli vari (alluvionali argillo-sabbiosi, argillo-limosi, flysch, ecc.). Fra le colline ci sono le temperature medie più fresche del territorio e la massima escursione termica estiva.
  2. Intorno alla via Bolgherese: suoli alluvionali argillo-sabbiosi in varie proporzioni.
  3. Verso la via Aurelia: suoli prevalentemente sabbiosi, di varia origine.

Disciplinare di produzione