In generale la vendemmia 2025 è andata molto bene. Non vogliamo essere ripetitivi, ma ricordatevi che qui, l’andamento climatico è in genere molto regolare grazie all’azione mitigante del mare. Sono rari quei grossi sbalzi fra un’annata e l’altra che possono affliggere i climi continentali. Eppure, come vedrete, sta sempre più emergendo un trend che si differenzia in parte dal passato.

La pioggia è scesa in abbondanza fra l’inverno e l’inizio della primavera, con una piovosità superiore ai valori medi del territorio. Questo andamento si sta ripetendo negli ultimi anni, al punto da farci pensare che rappresenti una condizione non passeggera.  Negli anni ’90 il territorio presentava una piovosità complessiva di circa 600 mm annui. Nei decenni successivi ci siamo assestati sugli 800 mm. L’anno scorso si hanno avuto quasi 1400 mm annui. Quest’anno ci stiamo andando vicini. Sono piogge concentrate nel periodo che va dal tardo autunno all’inizio della primavera, a volte fino a maggio compreso.

La piovosità qui è stata storicamente il limite più importante. Salvo eventi eccezionali, l’aumento delle piogge non può che essere positivo per un ambiente mediterraneo come il nostro. Le piogge in inverno- primavera sono indispensabili per riempire le falde e supportare le viti durante la lunga estate arida, un periodo senza piogge significative che va da maggio/giugno fino a settembre. Questo aiuta a non avere vini troppo concentrati e pesanti, dona eleganza e complessità di aromi. L’importante è che si assecondi tutto ciò anche con un lavoro adeguato, impostato per avere un equilibrio produttivo che non vada troppo al ribasso. Alla base deve esserci naturalmente una scelta oculata delle varietà più adatte, in relazione al territorio e alle micro-condizioni dell’areale interessato (collina o pianura, i suoli, …).

Dopo Pasqua il clima è iniziato ad essere più caldo, intervallato da alcune piogge ma per lo più assolato e molto ben ventilato. A giugno è iniziata la solita lunga estate secca, calda e ventilata, con alcune settimane anche torride. Abbiamo dovuto aspettare settembre per vedere tornare alcune piogge che hanno dato respiro alle piante, senza però portare problemi di umidità grazie alla consueta ventosità.

La vendemmia delle diverse varietà, come succede ormai da un paio di anni, si è ravvicinata. Abbiamo iniziato il 13 settembre col Vermentino, il 15 abbiamo raccolto il Campo Bianco del Criseo. Subito dopo abbiamo iniziato con i rossi e siamo partiti col Syrah e Sangiovese, le diverse partite del Jassarte, …, per finire col Cabernet sauvignon il 28 settembre. È stato un grande lavoro e, a differenza del passato, senza periodi di attesa fra l’una e altra vigna o varietà.

Quest’anno abbiamo iniziato a raccogliere anche la vigna Campo Lupinaio che, essendo al terzo anno, ha reso circa il 30% delle sue possibilità.  Un aspetto curioso è legato alle particelle che avevano subito l’alluvione del 23 settembre 2024: hanno mostrato un rigoglio eccezionale. Probabilmente i detriti della Fossa di Bolgheri hanno arricchito notevolmente il suolo di materia organica. Per il resto però, in generale, le rese sono state un poco più basse della media, probabilmente per una minore allegagione in giugno.

Grazie al nostro lavoro e a un territorio fantastico, la qualità è ottima. Le uve erano molto sane, ben concentrate ma non eccessivamente, con profumi fantastici. Con l’annata 2025 ci sarà un po’ meno vino (ahimé per il Jassarte, ad esempio), ma di grande valore.