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Malvasia passita “La volpe e l’uva”, dolce naturale

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Ecco pronto un nuovo vino, una minuscola produzione che appaga la nostra necessità di avere un ottimo passito da bere, ma non troppo dolce!

Non amo molto i vini dolci perchè spesso hanno un dolce stucchevole, che stanca. Per questo abbiamo voluto, Michele ed io, cimentarci nella produzione di un vino molto profumato ed avvolgente, ma con una dolcezza moderata.

I profumi sono fantastici: fiori bianchi, albicocca, cannella, erbe aromatiche, scorza d’arancia, uva passa… In bocca è pieno ed avvolgente, dolce al punto giusto. Per questo l’abbinamento è versatile: ottimo come aperitivo o dopo-pasto, si abbina anche a formaggi stagionati ed erborinati, fois gras (non ne mangio, per scelta, ma non so voi). Si abbina anche ai dolci, basta che non siano troppo dolci, proprio per la sua delicatezza. E’ perfetta soprattutto con dolci a base di frutta secca o cioccolato.

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la volpe e l'uva

Perchè “La volpe e l’Uva”? Nelle notti estive ci è capitato spesso di vedere delle volpi nel vigneto e pensare alla celebre favola di Fedro “La volpe e l’uva”.  Tuttavia, più che sulla morale del finale, l’abbiamo scelta  soffermandoci sullo sguardo della volpe, sul desiderio intenso per quel frutto perfetto, unico e prezioso (come questo vino). Da qui nasce l’etichetta, che ho realizzato graficamente pensando sempre a questa idea di un grande desiderio che si vuole appagare! La confezione si completa con una bella scatolina in cartone, bicolore.

Perchè “dolce naturale”?

Perchè è prodotto in modo assolutamente artigianale, senza zuccheri aggiunti. Michele ha utilizzato il sistema (antico e tradizionale) detto “mistella”. C’è una prima vendemmia, in cui si selezionano alcuni grappoli di Malvasia(fra i più perfetti ed assolutamente sani). Questi sono messi ad appassire su graticci in un luogo fresco ed asciutto, per alcune settimane. Un po’ più tardi, a maturazione piena, abbiamo completato la raccolta, pressato l’uva in un torchio in legno manuale (quando lo usiamo sta nel nostro museo), avviando poi la fermentazione (che chiameremo mosto-vino 1). Al momento giusto, si riprendono i grappoli leggermente passiti e si spremono anch’essi nel torchio in legno a mano. Da questi si ottiene una piccolissima quantità di mosto molto concentrato e zuccherino (che chiameremo mosto 2). Aggiungendo il mosto2 al mosto-vino1, la fermentazione viene bloccata e il vino rimane dolce in modo naturale, senza aggiunte di nessun tipo. E’ seguito poi un periodo d’affinamento in botti di legno non nuove, che è durato circa 4 anni.

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La Malvasia è una varietà italiana spesso usata per produrre vini dolci. Noi ne abbiamo alcuni filari e abbiamo prodotto solo 593 bottiglie.

 

 

 

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