Storia di Guado al Melo

ll legame con Bolgheri della famiglia Scienza, vignaioli da generazioni in Trentino, è nato grazie al prof. Attilio e al suo lavoro. Egli frequentava il territorio dalla fine degli anni ’70: aveva seguito l’impianto delle vigne di alcune aziende, i cambiamenti della Denominazione e aveva condotto personalmente gli studi di zonazione viticola. Ormai lo conosceva palmo a palmo.


Quando nel ’98 nacque l’opportunità di una nuova azienda famigliare del figlio Michele e seppe che era in vendita Guado al Melo, non si fece sfuggire l'occasione. Sapeva, infatti, che il podere era in una delle zone migliori della denominazione per la viticoltura.
Il nome dell'azienda ci lega al territorio: Guado al Melo è il toponimo di un guado sul torrente Fossa di Bolgheri. Questo circonda le nostre vigne e ad esso si deve la natura alluvionale dei nostri suoli.
  • 1998

    Acquistiamo il podere e lo chiamiamo Guado al Melo
  • Inverno 1998-1999

    Rifacciamo le vigne di Guado al Melo
  • 2000

    Nascono le vigne Campo alla Badia e Badia Piccola
  • 2001

    Nasce nostro figlio Giovanni. Prima vendemmia, per uso personale
  • 2002

    La prima vendemmia ufficiale, per i vini Guado al Melo Bianco (ora Criseo), Guado al Melo Rosso (ora Rute)
  • 2003

    Prima vendemmia dei vini Antillo, Guado al Melo Superiore (ora Atis) e di Jassarte
  • 2004

    Iniziamo a vendere i primi vini (vendemmia 2002) e a costruire la cantina definitiva, da un progetto di bio-architettura
  • 2005

    Prima vendemmia nella cantina attuale
  • 2006

    I danni dei cinghiali ci spingono a recintare le vigne, spostando la viabilità pubblica dal centro del podere al confine. Prima vendemmia del vino Bacco in Toscana
  • 2007

    Nasce il nostro secondo figlio Federico
  • 2010

    Prima vendemmia del vino L'Airone
  • 2014

    Nasce la vigna Campo Carnesecchi e Campo Piccolo
  • 2016

    Guado al Melo è l'azienda Emergente dell'Anno per il Gambero Rosso. Nasce la vigna Campo Petrini

I documenti storici e le testimonianze raccontano che questi terreni erano dedicati alla vigna almeno dall’Ottocento. Fra il 1820 e il 1821 furono acquistati dal possidente Giovanni Espinassi Moratti, entrando a far parte di una tenuta che ha lasciato una vasta documentazione. Sappiamo così che, da allora in poi, erano dedicati soprattutto alla viticultura, con le varietà Vermentino, Trebbiano toscano, Malvasia bianca e nera, Sangiovese e altri vitigni toscani. Il vino era venduto nelle città vicine. Nel secondo dopoguerra la tenuta in parte si sgretolò e i nostri terreni passarono a diversi proprietari. Nel 1998 l’abbiamo acquistata dall’ultimo di essi.


1999


2000


2004


2015