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L’evoluzione del nostro Guado al Melo Bianco: nasce Criseo Bolgheri DOC Bianco.

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Criseo piccolo

Con la nuova annata 2015 il nostro Guado al Melo Bianco diventerà Criseo Bolgheri DOC Bianco.

Criseo è il frutto di un percorso importante che ci ha portati a produrre un bianco d’invecchiamento di notevole spessore in una terra di grandi vini rossi. Abbiamo tracciato una nuova strada di grande qualità a Bolgheri.

 

Questo vino è nato con l’azienda stessa, a causa della nostra passione per i grandi vini bianchi da invecchiamento. Ormai sono passati quasi quindici anni: è nato infatti con la nostra prima vendemmia, nel 2002.

Eravamo pionieri a Bolgheri per un vino di questo tipo, oltretutto basato sul Vermentino, uva da cui non volevamo discostarci per il legame antico che ha con le nostre vigne (ma usato localmente solo per produrre vini giovani). Abbiamo sperimentato e provato a lungo. Questo ci ha fatto procedere con circospezione, decidendo di declassarlo tutti gli anni a IGT Toscana fino a quando non ci saremmo sentiti pienamente sicuri di una qualità eccelsa e consolidata.

Michele ha subito intuito che il Vermentino avrebbe avuto bisogno di un piccolo blend che lo supportasse nell’invecchiamento. Soprattutto serviva per integrare l’acidità, notoriamente carente in questa varietà ma fondamentale in un vino strutturato (perché ci siano comunque equilibrio ed eleganza). Nel 1998 piantò un’unica piccola particella (non è una grande produzione, circa 4000 bottiglie l’anno) con le proporzioni desiderate di Vermentino (circa 80%), Verdicchio, Fiano, Incrocio Manzoni, Petit Manseng e Vionier. Quest’ultimo è stato eliminato (sovrainnestato) dopo pochi anni, in quanto la sua aromaticità così spiccata ci sembrava troppo pesante e sovrastante tutto il resto.

L’affinamento ora è fatto in acciaio per un anno, sulla feccia fine, e poi in bottiglia. Per i primi anni una piccola parte di mosto (circa il 15%) era affinato in legno (non nuovo). Abbiamo però abbandonato totalmente il legno dopo pochi anni.

Infine Michele ha lavorato molto sul capire i momenti migliori di raccolta (in modo che ogni varietà raggiungesse la maturazione ideale) e sulla vinificazione. Ha fatto numerose sperimentazioni negli anni, procedendo in parallelo con fermentazioni separate e combinate delle diverse varietà. Ha potuto così capire come queste variabili influissero soprattutto e in maniera importante sull’espressività aromatica primaria e poi evolutiva di questo vino, fin quando non ha trovato la via che maggiormente lo convinceva.

Ebbene dopo quindi anni di intenso lavoro, dopo anni che hanno dimostrato che la qualità raggiunta fosse ormai consolidata, dopo aver prodotto uno storico sufficiente di cui abbiamo seguito l’evoluzione in bottiglia, ci siamo sentiti finalmente di fare il grande salto: dall’annata 2015 il vino non sarà più declassato ad IGT ma uscirà come un grande Bolgheri DOC Bianco.

L’evento richiedeva giustamente un po’ di celebrazione e allora siamo passati ad una nuova bottiglia dalle forme sinuose, un nuovo nome evocativo, una nuova scatola dedicata.

Satiro danzante. Nella mano sinistra ha il kantharos, coppa per bere vino simbolo stesso di Bacco, e nella destra uno strumento a sonagli.

L’etichetta invece non cambia, col suo giallo intenso e i bei satiri danzanti. Criseo significa “fatto d’oro”, per richiamare il colore dorato del vino e quella mitica Età dell’Oro a cui gli antichi aspiravano. Si pensava che i doni di Bacco all’umanità (il vino, la musica e la danza), rappresentati in etichetta, permettessero addirittura di accedere alla visione dell’Età dell’Oro (Aurea Aetas), quel periodo mitico e felice, sotto il regno di Saturno, in cui ancora non esisteva la corruzione del tempo, il dolore e la fatica.

I satiri danzano a piedi nudi. In antichità denudare i piedi era un atto sacro, necessario per entrare in contatto con la Terra e le sue presenze.

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