INVERNO.
Sulla costa della Toscana, in inverno, quando c’è sereno, la luce è sempre intensa, luminosa, il clima mite e piacevole. Le giornate tranquille sono però intervallate dalla pioggia o da giornate segnate da un vento gelido e potente. 
Questi sono i pochi momenti dell’anno in cui si preferisce stare al chiuso. La vigna ora è spoglia, le foglie sono cadute nella seconda metà dell’autunno.
Le viti riposano ed è il momento della potatura. Vite per vite, si devono tagliare i tralci dell’anno passato, lasciando le gemme che origineranno i nuovi. E’ un lavoro che richiede una grande esperienza e capacità.
Con la potatura si decide buona parte dell’equilibrio che la vite deve raggiungere nella produzione, determinando la qualità dell’uva.
A fine inverno, a marzo, la vite inzia a svegliarsi ed il momento è visibile: piccole gocce di linfa escono dalle zone di taglio della potatura.
Si dice che la vite «piange», ma è il segno di un nuovo inizio.
La cantina è apparentemente ferma, ma il lavoro, seppure meno intenso, continua. Il vino in affinamento non è mai abbandonato. Il freddo aiuta la sedimentazione delle particelle di lievito nelle botti, che rendono torbido il vino.
L’inverno è anche il momento migliore per preparare le bottiglie, etichettare, incaspulare, fare piccoli lavori di sistemazione della cantina, controllare i macchinari, ecc..
E’ anche, con l’inzio della primavera, il momento delle fiere, di rinsaldare vecchi rapporti e di tesserne di nuovi, anche se questo lavoro in realtà necessita di attenzione tutto l’anno.
Il vignaiolo cerca di raccontare i suoi vini, le sue vigne, il suo territorio ed il suo lavoro, soprattutto far capire il valore di un vino prodotto con la capacità e la passione dell’artigiano.