Guado al Melo Bianco
IL VINO. Questo vino, prodotto solo in piccola quantità, nasce dalla nostra grande passione per i vini bianchi di invecchiamento. Deriva da un elegante blend di vitigni a bacca bianca attentamente selezionate. Delicatamente arricchito dall’affinamento sui lieviti, manifesta una notevole complessità, una buona mineralità, finezza e una lunga persistenza. 
IL NOME: Semplicemente Guado al Melo Bianco, perché è un vino che non ha eguali nel nostro territorio. In etichetta: dall'arte etrusca, due satiri che danzano con in una mano uno strumento a sonagli e nell'altra il kantharos (coppa a due manici per bere vino, simbolo di Dioniso).
ALCUNI DATI TECNICI:
VITIGNI: 80% Vermentino e altre varietà bianche (Fiano, Verdicchio, Manzoni e Petit Manseng)
VIGNETO: sulle colline bolgheresi, è un terreno di origine alluvionale, sciolto, profondo e ricco di scheletro. Il clima è mediterraneo ma rinfrescato dai venti tirrenici, con una rilevante escursione termica estiva fra il giorno e la notte.
PRODUZIONE: dopo una pressatura soffice del grappolo, il mosto è pulito per precipitazione naturale dei torbidi a freddo. E’ vinificato senza correzioni o aggiunte che alterino le caratteristiche originarie delle uve. Dopo la fermentazione viene affinato per 12 mesi in acciaio sulla feccia fine e per almeno 12 mesi in bottiglia.
PROFILO SENSORIALE: E’ un vino in continua evoluzione. Il colore è giallo dorato luminoso; al naso è pulito ed elegante, con note di fiori, frutta, erbe aromatiche e sul finale il miele. L’invecchiamento del vino porta verso note minerali. In bocca è pieno e ben equilibrato, con finale lungo.
SERVIZIO E ABBINAMENTO: si suggerisce di servirlo a 12°-14°C, aprendo la bottiglia con almeno 15 minuti di anticipo. Si può degustare da solo o accompagnare a piatti vegetariani e di pesce saporiti, formaggi, carni bianche e primi piatti con sughi bianchi.
CONSERVAZIONE: in posizione coricata, in luogo fresco e buio, può avere un medio-lungo invecchiamento.