Cos'è il vino sostenibile

Il concetto di agricoltura sostenibile si sviluppò dagli anni ’60 come risposta all’industrializzazione irrazionale delle campagne e al consumo irresponsabile delle risorse naturali. Nacque l’idea che era possibile fa nascere una nuova agricoltura, capace di rispondere alle esigenze umane ma più rispettosa per l’ambiente e la salute. In decenni di ricerca ed applicazione, si è costruita una solida base che ha ancora enormi potenzialità di sviluppi futuri.

Fare vino sostenibile significa lavorare cercando di preservare le risorse naturali per le generazioni future. Si tratta di una scelta ragionata dei migliori metodi disponibili al momento, con solide basi sperimentali, che permettono di lavorare per un’ottima qualità dei prodotti e con il più basso impatto possibile sull’ambiente. Si parla di viticoltura integrata perché mette insieme i migliori metodi da diversi ambiti: la lotta biologica e non, sistemi agronomici, ecologia della vigna, ecc... E’ un sistema in continua evoluzione che pesca dalla tradizione e dalle migliori innovazioni.

Il nostro approccio sostenibile è nato con l’azienda stessa. Si è sempre più ampliato e strutturato grazie all’adesione ad uno dei primi e più completi progetti italiani chiamato Magis (nato nel 2009), che ha messo insieme numerosi centri di ricerca, università e aziende per costruire un protocollo dettagliato di lavoro e controllo. Da questo progetto, nel 2012, è nata la certificazione di Vino Sostenibile.


Viticoltura integrata
È detta integrata perchè cerca di risolvere i problemi viticoli mettendo insieme diversi approcci e scegliendo i migliori per l’effettiva efficacia e il più basso impatto ambientale. Privilegia la lotta biologica e sistemi agronomici e, dove questi non arrivano, l’uso mirato e minimale di prodotti che si biodegradano rapidamente nell’ambiente. Un aspetto importante è la viticoltura di precisione, cioè lo sviluppo di sistemi che siano sempre più precisi (senza dispersioni inutili) e differenziati (è inutile, per esempio, concimare tutto il vigneto in modo uguale; è invece meglio dosare le quantità zona per zona in base alle reali necessità). Questo fa intuire che non è un sistema fisso, è in continua evoluzione e miglioramento, con solide basi scientifiche e sperimentali.
Ecologia della vigna
L’ecologia è lo studio di tutte le forme di vita presenti sulla superficie e nel suolo del vigneto (piante, animali, microorganismi) e le interconnesioni che si creano tra loro. Decenni di studi hanno evidenziato sempre più l’importanza di una corretta gestione della vigna come ecosistema complesso, che favorisce il raggiungimento di un equilibrio stabile nel tempo. In un sistema ecologico integrato i vari attori intervengono in modo sostanziale nel ciclo dei nutrienti, nell’implementare la qualità del suolo, nel contenimento di parassiti e malattie.
Tutela della biodiversità
La biodiversità ha valore non solo ambientale ma anche agronomico. La ricchezza di flora nella vigna e nei suoi dintorni favorisce la frequentazione del vigneto di micro-fauna utile al contenimento dei parassiti della vite. I microorganismi del suolo (batteri, funghi e micorrizie) degradano la sostanza organica e mettono a disposizione gli elementi minerali alle radici delle piante. I lombrichi modificano per digestione le comunità di batteri e protozoi del suolo ed operano una selezione positiva sui funghi, migliorano la disponibilità di acqua e di ossigeno lungo il profilo, favoriscono la crescita della flora e le sviluppo di microorganismi agonisti agli aggressori delle radici della vite.
Tutela della salute del suolo
Al di là dei diversi tipi che determinano differenti caratteristiche del vino, la qualità del suolo è fondamentale per la vitalità e salute delle viti. La gestione intensiva dei vigneti si è rivelata al lungo andare controproducente perché ne peggiora sempre più le caratteristiche e richiede quindi input umani sempre maggiori. Viceversa una copertura ben gestita e un alto indice di biodiversità migliorano nel tempo l’equilibrio della vigna. Inoltre il suolo è tutelato anche evitando l’accumulo di inquinanti nel terreno e nelle falde acquifere grazie ad interventi con basso impatto e costantemente monitorati. Periodicamente controlliamo lo stato del terreno valutandone il grado di compattamento, l’assenza di residui e misure dell’indice di biodiversità.
Difesa degli habitat naturali e del paesaggio
La gestione sostenibile fa sì che la vigna non sia un elemento totalmente estraneo all’ambiente circostante e ne determina un ridotto impatto sul paesaggio. La gestione ecologica delle nostre vigne le rende dei “corridoi verdi” che possono essere percorsi da piccoli animali che si spostano lungo il territorio e nei boschi circostanti. Ciò non esula dalla necessità di proteggere la vigna da animali potenzialmente dannosi come nel nostro caso i cinghiali. Questo problema ha reso necessaria una recinzione, fatta usando una rete bassa e a maglie larghe che permette il passaggio di altra piccola fauna non dannosa. Il paesaggio viene tutelato anche dalla realizzazione della cantina interrata, dalla bassa estensione delle singole vigne, dall’alternanza con boschi, siepi e altre colture. Infine, il basso impatto dei nostri interventi viticoli non è fonte di inquinanti per l’ambiente circostante.
Qualità e consumo dell’acqua
La gestione ottimale delle risorse idriche è uno dei punti essenziali perché un’attività sia sostenibile. La vigna non è molto esigente in fatto di acqua, sempre che sia coltivata nell’ambiente adatto, come il nostro. In Italia sono vietate comunque pratiche di forzatura e la Denominazione Bolgheri ammette solo un’irrigazione di soccorso. Il consumo è mantenuto basso anche per gli spazi di giardino intorno e sul “tetto verde” della cantina: infatti abbiamo scelto di utilizzare specie che hanno scarsissima richiesta idrica come gli ulivi e altre essenze autoctone della macchia mediterranea. I lavori di cantina invece comportano un alto consumo di acqua, soprattutto per la pulizia e l’igiene. Per contenere comunque i consumi, abbiamo realizzato un sistema di raccolta e reciclo dell’acqua piovana. La qualità delle falde acquifere è invece preservata dai nostri metodi della viticoltura integrata. Sono costantemente monitorate con analisi e controlli. Infine, abbiamo un depuratore per le acque reflue della cantina.
Efficienza energetica
Altro punto cardine della sostenibilità è il risparmio energetico che consente di ridurre l’emissione di CO2. Qui si va su molti ambiti, dalla cantina ecologica che abbatte i consumi, alla diminuizione degli interventi nel vigneto, al basso impiego di tecnologia in cantina, all’uso di macchinari e corpi illuminanti a basso consumo energetico.
Bioarchitettura
I principi della bioarchitettura, che hanno ispirato la nostra cantina, mettono insieme diversi punti cardine della sostenibilità. Completamente interrata, la struttura si inserisce in modo totalmente rispettoso nel paesaggio. Inoltre la costruzione ipogea permette di non impiegare energia per condizionare la maggior parte degli ambienti interni. Infatti tutto l’anno vi sono temperatura ed umidità adeguate. L’illuminazione naturale dei luoghi di maggior lavoro avviene grazie a pozzi di luce accuratamente studiati. Un sistema annesso di raccolta e riciclo dell’acqua piovana preserva le risorse idriche. Infine, le acquee reflue sono purificate con un sistema di biodigestore.
Sostenibilità economica e sociale
Un’attività è sostenibile anche se è in grado di essere autosufficiente, di garantire quindi un reddito alle persone che vi lavorano e di avere costi di produzione non troppo pesanti. L’agricoltura sostenibile non trascura anche gli aspetti sociali di un’attività: il suo rapporto col territorio, le persone che lo vivono e vi lavorano, gli aspetti culturali che vanno tramandati e divulgati. Pone grande importanza all’attenzione del rispetto dei diritti e della salute dei lavoratori: la sicurezza sul lavoro, la valorizzazione e formazione degli stessi.