Cos'è il vino sostenibile

Il concetto di agricoltura sostenibile si sviluppò dagli anni ’60 come risposta all’industrializzazione irrazionale delle campagne e al consumo irresponsabile delle risorse naturali. Nacque l’idea che era possibile fa nascere una nuova agricoltura, capace di rispondere alle esigenze umane ma più rispettosa per l’ambiente e la salute. In decenni di ricerca ed applicazione, si è costruita una solida base che ha ancora enormi potenzialità di sviluppi futuri.


Fare vino sostenibile significa lavorare cercando di preservare le risorse naturali per le generazioni future. Si tratta di una scelta ragionata dei migliori metodi disponibili al momento (presi dalla tradizione o dalle migliori innovazioni), con solide basi sperimentali, che permettono di lavorare per un’ottima qualità dei prodotti e con il più basso impatto possibile sull’ambiente. Si basa su un concetto di viticoltura integrata, cioè in una concezione olistica dell’intero processo produttivo e dell’ambiente di contorno.


In questa concezione non si guarda più alla difesa come un rapporto solo fra malattia e pianta (e allo spruzzare qualche sostanza per ucciderne il responsabile). Con l’approfondimento degli studi biologici, si è capito che lo sviluppo di un’infezione dipende da un sistema ben più complesso di fattori. Oltre alla coppia formata da un ospite suscettibile e da un parassita virulento, intervengo anche le condizioni ambientali, il tempo di coesistenza, la microfauna e flora di contorno... Cercando di agire anche su questi fattori, si possono trovare vie più sostenibili di difesa.


Il nostro approccio sostenibile è nato con l’azienda stessa. Si è sempre più ampliato e strutturato grazie all’adesione ad uno dei primi e più completi progetti italiani, chiamato Magis (nato nel 2009), che ha messo insieme numerosi centri di ricerca, università e aziende per costruire un protocollo dettagliato di lavoro e controllo.


Viticoltura integrata
Cerca di risolvere i problemi viticoli con una visione d’insieme dell’intero processo produttivo ed ecologico, scegliendo i migliori approcci per l’effettiva efficacia e il più basso impatto ambientale. Privilegia la lotta biologica e sistemi agronomici (capaci di prevenire le avversità o ridurre le condizioni favorevoli al loro sviluppo) e, dove questi non arrivano, l’uso mirato e minimale di prodotti che si biodegradano rapidamente nell’ambiente. Un suo aspetto importante è il concetto di viticoltura di precisione, cioè d’effettuare qualunque intervento in modo preciso e differenziato (solo dove serve, quando serve e in modo diverso a seconda delle necessità di ogni micro-zona), introducendo sistemi accurati di sorveglianza. Non è un sistema fisso, è in continua evoluzione e miglioramento col continuo sviluppo della ricerca del settore.
Ecologia della vigna
Il grande salto di qualità nella difesa, che ha portato alla nascita della viticoltura integrata, è dipesa proprio dallo sviluppo, dagli anni ’50 in poi, delle conoscenze sulla biologia delle piante e degli organismi patogeni, soprattutto sulla loro fisiologia e sui meccanismi di interazione fra di essi e con altri organismi. Decenni di studi hanno evidenziato sempre più l’importanza della gestione della vigna come un ecosistema complesso, un sistema ecologico integrato dove i vari attori intervengono in modo sostanziale nel ciclo dei nutrienti, nell’implementare la qualità del suolo, nel contenimento di parassiti e malattie.
Tutela della biodiversità
La biodiversità ha valore non solo ambientale ma anche agronomico. La ricchezza di flora nella vigna e nei suoi dintorni favorisce la frequentazione del vigneto di micro-fauna utile al contenimento dei parassiti della vite. I microorganismi del suolo (batteri, funghi, da soli e in simbiosi con le radici, le cosiddette micorrize) degradano la sostanza organica e mettono a disposizione gli elementi minerali alle radici delle piante. I lombrichi modificano per digestione le comunità di batteri e protozoi del suolo ed operano una selezione positiva sui funghi, migliorano la disponibilità di acqua e di ossigeno lungo il profilo, favoriscono la crescita della flora e le sviluppo di microorganismi agonisti degli aggressori delle radici della vite.
Tutela della salute del suolo
La qualità del suolo è fondamentale per la vitalità e salute delle viti. La gestione intensiva dei vigneti si è rivelata al lungo andare controproducente perché ne peggiora sempre più le caratteristiche e richiede quindi input umani sempre maggiori. Viceversa una copertura ben gestita e un alto indice di biodiversità migliorano nel tempo l’equilibrio della vigna. Tuteliamo il suolo anche evitando l’accumulo di inquinanti nel terreno e nelle falde acquifere, grazie ad interventi con basso impatto e costantemente monitorati. Periodicamente controlliamo lo stato del terreno valutandone il grado di compattamento, l’assenza di residui e misure dell’indice di biodiversità.
Difesa degli habitat naturali e del paesaggio
La gestione sostenibile fa sì che la vigna non sia un elemento estraneo all’ambiente circostante e ne determina un ridotto impatto sul paesaggio. La gestione ecologica delle nostre vigne le rende dei “corridoi verdi” che possono essere percorsi da piccoli animali che si spostano lungo il territorio e nei boschi circostanti. Ciò non esula dalla necessità di proteggere la vigna da animali potenzialmente dannosi come, nel nostro caso, i cinghiali. Questo problema ha reso necessaria una recinzione, fatta usando una rete bassa e a maglie larghe che permette il passaggio di piccola fauna non dannosa. Abbiamo tutelato il paesaggio anche con la realizzazione della cantina interrata, la bassa estensione delle singole vigne, l’alternanza con boschi, siepi e altre colture. Infine, il basso impatto dei nostri interventi viticoli non è fonte di inquinanti per l’ambiente circostante.
Qualità e consumo dell’acqua
La gestione ottimale delle risorse idriche è uno dei punti essenziali perché un’attività sia sostenibile. La vigna non è molto esigente in fatto di acqua, sempre che sia coltivata nell’ambiente adatto, come il nostro, dove l'irrigazione non è necessaria. In Italia sono vietate comunque pratiche di forzatura e la Denominazione Bolgheri ammette solo un’irrigazione di soccorso. Il consumo è limitatissimo anche per gli spazi di giardino intorno e sul “tetto verde” della cantina: infatti abbiamo scelto di utilizzare specie autoctone, che hanno scarsissima richiesta idrica come gli ulivi e altre essenze della macchia mediterranea. I lavori di cantina invece comportano un alto consumo di acqua, soprattutto per la pulizia e l’igiene. Per contenere questi consumi, abbiamo realizzato un sistema di raccolta e riciclo dell’acqua piovana. La qualità delle falde acquifere è invece preservata dai nostri metodi della viticoltura integrata, costantemente monitorata con analisi e controlli. Infine, abbiamo un depuratore per le acque reflue della cantina.
Efficienza energetica
Altro punto cardine della sostenibilità è il risparmio energetico che abbiamo ridotto all’essenziale realizzando una cantina sotterranea, che non è necessario condizionare. Mantiene infatti, in modo naturale, temperature ed umidità adatte al vino. Altri ambiti d’intervento riguardano la creazione di pozzi luce ben studiati, per illuminare con luce solare le zone di lavoro più vissute (dove possibile), la diminuzione dei lavori nel vigneto grazie alla viticoltura integrata, il basso impiego di tecnologia in cantina, l’uso di macchinari e corpi illuminanti a basso consumo energetico.
Bioarchitettura
I principi della bioarchitettura, che hanno ispirato la nostra cantina, mettono insieme diversi punti cardine della sostenibilità. Completamente interrata, la struttura si inserisce in modo totalmente rispettoso nel paesaggio. Inoltre la costruzione ipogea permette di non impiegare energia per condizionare la maggior parte degli ambienti interni. Infatti tutto l’anno vi sono temperatura ed umidità adeguate. L’illuminazione naturale dei luoghi di maggior lavoro avviene grazie a pozzi di luce accuratamente studiati. Un sistema annesso di raccolta e riciclo dell’acqua piovana preserva le risorse idriche. Infine, le acquee reflue sono purificate con un sistema di biodigestore.
Sostenibilità economica e sociale
Un’attività è sostenibile anche se è in grado di essere autosufficiente, di garantire quindi un reddito alle persone che vi lavorano e di avere costi di produzione non troppo pesanti. L’agricoltura sostenibile non trascura anche gli aspetti sociali di un’attività: il suo rapporto col territorio, le persone che lo vivono e vi lavorano, gli aspetti culturali che vanno tramandati e divulgati. Pone grande importanza all’attenzione del rispetto dei diritti e della salute dei lavoratori: la sicurezza sul lavoro, la valorizzazione e formazione degli stessi.