Guado al Melo è un’azienda familiare condotta da Annalisa e Michele Scienza con l’intento di produrre grandi vini di territorio, in modo artigianale e sostenibile. Siamo nella DOC Bolgheri, fra le colline toscane più vicine al mare, immersi nella natura incontaminata dei boschi della macchia mediterranea.


Il cuore della nostra cantina, completamente interrata ed ecologica, è la Biblioteca del Vino che ospita diverse migliaia di volumi sulla storia e cultura di questo prodotto. La visita a Guado al Melo è infatti un vero e proprio viaggio in questo mondo, in un percorso fatto di vigneti storici, collezioni ampelografiche, racconti, allestimenti, mostre e video…


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IL TERRITORIO "BOLGHERI DOC"
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LA STORIA DI GUADO AL MELO
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LA FAMIGLIA SCIENZA
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NEWS | BLOG

LA VIGNA: IL FONDAMENTO
DI UN GRANDE VINO.

Fare vino di territorio significa assecondare ed esaltare, col nostro lavoro accurato, le caratteristiche uniche del nostro terroir, che si esprime in vini eleganti e di grande complessità.
La parte principale delle nostre vigne si trova sulle prime pendici delle colline bolgheresi, in una piccola valle rientrante fra esse con direzione est-ovest, percorsa dal torrente Fossa di Bolgheri. Un secondo nucleo è un poco più a ovest, sempre lungo il corso del torrente. In totale la superficie attuale è di circa 15 ha. Le vigne sono circondate dai boschi della macchia mediterranea e da uliveti. Sono inerbite in modo naturale e gestite con la cura e la conoscenza del vignaiolo, in modo sostenibile secondo i principi della viticoltura integrata.
I nostri vitigni appartengono alla tradizione del territorio: principalmente Vermentino, Cabernet sauvignon, Sangiovese, Cabernet franc, Syrah e Merlot.

LA CANTINA:
LAVORO, CULTURA E BIOARCHITETTURA.

Abbiamo voluto una cantina che non fosse una sovrastruttura estranea al paesaggio ma parte integrante del territorio. E’ completamente interrata, celata sotto una bassa collina ricoperta da ulivi e piante della macchia mediterranea. Permette così di mantenere in modo naturale, con ridotti consumi energetici, un ambiente interno adatto tutto l’anno alla conservazione del vino. Un sistema di recupero e riciclo dell’acqua piovana permette un notevole risparmio idrico. Pozzi di luce ben studiati favoriscono l’illuminazione naturale degli ambienti di lavoro più vissuti.


Se l’esterno scompare alla vista, l’interno sorprende per l’eleganza semplice e gli spazi armoniosi dedicati al lavoro, all’accoglienza dei visitatori e al racconto della storia e della cultura della vite e del vino. Il fulcro di tutto è la grande Biblioteca del Vino. Ogni anno ospitiamo anche attività culturali come seminari, concerti, mostre artistiche e presentazioni di libri...


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Accoglienza in cantina

La nostra cantina è aperta per accogliere i visitatori che vogliono conoscere il nostro modo di lavorare di vignaioli artigiani e la cultura millenaria del vino. Ci sono diverse modalità: tour guidati, degustazioni, apertura libera…
Per l’intrattenimento dei bambini è disponibile un angolo con colori e letture.
Per qualsiasi informazione ci potete contattare in orario di ufficio
(lunedì-venerdì, 8.30-12.30 / 14.00-18.00 (venerdì si chiude alle 17.00)
per mail o per tel./fax:+39 0565/763238.
info@guadoalmelo.it, enoturismo@guadoalmelo.it


ingresso

APERTURA LIBERA AL PUBBLICO

degustazione

WINE TOUR GUIDATI

Come lavoriamo: vini di territorio e sostenibili

Essere vignaioli oggi non può prescindere da una riflessione profonda sul dualismo fra Tecnica e Natura. Il vino dipende molto dalla perizia umana e dalla persona che lo fa (nel nostro caso Michele Scienza). Allo stesso tempo però perde molto della sua essenza se viene visto solo come il prodotto di una trasformazione tecnologica. Infatti secondo noi il valore di un grande vino sta proprio nel riflettere caratteristiche uniche date dal territorio e l’annata in cui nasce, che ne determinano l’anima più profonda.
Per noi fare un vino di territorio è quindi cercare quell’equilibrio sottile fra il nostro lavoro e il rapporto con la naturalità della terra e delle viti. È la tensione di cercare di capire la migliore espressione della nostra vigna e di dirigere la trasformazione in vino con estrema sensibilità e cura, senza alterarne l’essenza.
Questa riflessione per noi non può prescindere dal rispetto per la Terra: bisogna sempre più conciliare una produzione di alta qualità col rispetto dell’ambiente e la salubrità dei prodotti. E’ il concetto di sostenibilità che guida il nostro operato: lavorare al meglio oggi ma in modo da preservare le risorse naturali per le generazioni future. Lo facciamo utilizzando i migliori metodi di lavoro al momento disponibili, frutto della tradizione e delle migliori innovazioni, scelti perché diano uva e vino di grande qualità ma che abbiano anche il minor impatto possibile sull’ambiente.

I nostri vini

Il nostro obiettivo è di realizzare grandi vini di territorio, personali ed originali. Sono vini eleganti, piacevoli ed equilibrati, seguiti con cura artigianale.


Il cuore della nostra produzione sono i grandi rossi di Bolgheri: il Bolgheri Superiore (Atis) racchiude il meglio dei nostri vigneti, un perfetto equilibrio di eleganza e potenza. La tipologia Bolgheri Rosso è espressa in due declinazioni: Antillo e Rute, l’uno con Sangiovese e l’altro più classico blend bolgherese.
Non sono da trascurare però i “voli liberi”, vini unici ed originali prodotti in piccola quantità, come il Jassarte (un rosso unico con echi orientali) e il Guado al Melo Bianco (la sfida di produrre un grande vino bianco da invecchiamento in una terra nota per i suoi rossi).
Infine ecco i nostri vini più quotidiani: il rosso Bacco in Toscana, il bianco L’Airone (Vermentino).


LE ANNATE

Le differenze di un’annata con l’altra sono fondamentali per il carattere di unicità di un vino. Tuttavia non siamo in balia totale del tempo: l’andamento dell’annata fa capire al vignaiolo come impostare il suo lavoro quell’anno per trarne comunque il meglio. Oltre tutto nel nostro territorio, grazie al clima mediterraneo molto favorevole e la vicinanza mitigante del mare, gli andamenti stagionali in genere sono molto regolari e le annate veramente difficili sono poche.


2007

L’annata era cominciata con un inverno insolitamente caldo e piovoso che aveva indotto un germogliamento molto precoce, rientrato dopo un leggero ritorno di freddo. L’estate è stata torrida e secca ma due piogge provvidenziali hanno scongiurato i danni da stress idrico e favorito una maturazione regolare. Il 6 settembre è nato Federico, due giorni dopo si è iniziato a vendemmiare. Il giorno dopo la fine della raccolta ha iniziato a piovere a dirotto: l’annata ottima si è salvata per un pizzico di previdenza e fortuna. Una selezione pregiata ha originato un vino dedicato al nuovo nato.

2008

Quest’annata ha espresso delle condizioni climatiche molto buone, con una buona piovosità fino a giugno, un’estate calda e luminosa e temperature sotto la media in settembre, ottobre caldo ed asciutto. La vendemmia è iniziata verso la metà di settembre. I vigneti hanno iniziato ad entrare nel decimo anno, un’età favorevole ad un maggiore equilibrio qualitativo.

2009

Quest’anno le piante hanno avuto un bello sviluppo grazie a un inverno e una primavera molto piovosi. L’estate è stata invece molto siccitosa, ma almeno per i primi mesi non ne hanno risentito per via dell’accumulo precedente di acqua. Qualche giorno di pioggia subito dopo l’inizio della raccolta ci ha fatto temere, ma fortunatamente le temperature basse e il vento marino hanno tenuto lontana l’umidità, evitando lo sviluppo di marciumi. Un buon livello.

2010

Il clima si è mantenuto abbastanza freddo, con diverse piogge, fino quasi alla fine di giugno, rallentando i processi di sviluppo, seguito poi da un caldo intenso. Il periodo della vendemmia, iniziata dopo la metà di settembre è stato caratterizzato da piogge frequenti, fortunatamente seguite da giornate ben ventilate, che hanno aiutato a preservare le uve dall’umidità. I vini di quest’annata hanno caratteristiche riconducibili ad un clima più fresco, ma abbiamo giudicato la qualità non sufficiente per produrre i nostri Atis (Bolgheri Superiore) e Jassarte. Nasce il Vermentino (bianco) L’Airone.

2011

L’inverno ci ha regalato una (rara) giornata di neve prima di Natale. Dopo un picco insolito di caldo ad inizio aprile, l’estate ha faticato a partire. Il caldo è arrivato dopo la metà di agosto e proseguito per settembre ed ottobre. L’insieme ha portato la vite ad uno sviluppo lento e regolare, con un’accelerata della maturazione sul finale. La raccolta è iniziata ai primi di settembre ed è proseguita senza problemi. Sul finale alcune piante iniziavano un po’ a mostrare segni di stress idrico, ma in generale l’uva raccolta era sanissima, senza l’ansia di piogge che la potessero rovinare. Annata molto buona. Nasce il nostro rosato Rosa al Melo.

2012

L’inverno è stato molto secco e a febbraio è arrivato qualche fiocco di neve. La pioggia primaverile è stata contenuta e la solita aridità estiva ci ha fatto temere. Per fortuna le viti hanno retto bene e non si è anticipato molto: la vendemmia è iniziata a fine agosto. Visto comunque il caldo torrido e la siccità, si è evitata la defogliatura e si è contenuto il diradamento per non eccedere in concentrazione. Il clima molto secco ha mantenuto l’uva particolarmente sana. Annata molto buona annata, caratterizzata dalla potenza.

2013

La primavera è stata molto piovosa, garantendo la scorta d’acqua per l’estate, ma con basse temperature che si sono prolungate fino a quasi tutto giugno, con un ritardo dello sviluppo delle viti. Da fine giugno si è tornati alle solite temperature e l’estate è stata nella norma. La maturazione è stata molto regolare, solo un po’ in ritardo rispetto al solito e si è iniziato a vendemmiare intorno a metà settembre. Piogge intense sono arrivate solo sul finale, facendoci abbandonare l’uva di pochi filari. Annata ottima ed equilibrata.

2014

L’inverno è stato straordinariamente caldo, caratterizzato, come la primavera, da piogge frequenti ed intense. L’estate ha avuto invece temperature al di sotto della media e con frequenti piogge, in generale con un livello di umidità insolitamente alto. La vendemmia è iniziata dopo la metà di settembre ed è stata molto difficile: abbiamo dovuto fare una severa selezione dei grappoli, eliminando i frutti rovinati da quest’annata così insolita. Questo ha comportato una certa riduzione della produzione e abbiamo deciso di non produrre i rossi di maggior pregio (Atis e Jassarte).

2015

L’annata verrà sicuramente ricordata come una delle migliori dell’ultimo decennio. E’ iniziata con un inverno/primavera ricchi di pioggia e dal solito clima mite. In estate invece il caldo è stato anche molto intenso e molto secco. L’andamento della maturazione è stato molto regolare. Si è lavorato in vigna in modo da gestire al meglio la potenza dell’annata, in modo che alla fine non risulti eccessiva e sgraziata, ma per garantire equilibrio e una certa eleganza. Anche il periodo della vendemmia, iniziata coi primi di settembre, è stato sempre bello.

2016

Ancora un’annata di grande livello. L’inverno è stato molto secco e mite, la primavera più piovosa. Al momento della fioritura il clima era ancora molto fresco, causando un ritardo nello sviluppo. E’ seguita poi un estate molto calda e secca, mitigata da qualche breve pioggia. La raccolta è iniziata il 12 settembre ed è finita la prima settimana di ottobre, accelerando al massimo i lavori sul finale per concludere prima che il tempo iniziasse a peggiorare (come poi è avvenuto). Anche quest’anno il lavoro è stato improntato alla gestione della potenza dell’annata.